La scuola può essere paragonata a tante cose. Ad una nave che parte a settembre per arrivare in porto a giugno. Ad un’orchestra, figura amata nei corsi di management, dove ognuno suona nel proprio stile in armonia con gli altri. Ad una squadra, con un coach – il dirigente scolastico. Quale che sia l’immagine, in sostanza, spesso la questione è: come trovare i fondi? Ci sono dirigenti che si lamentano di ogni governo, di ogni legge e di avere pochi fondi. E ci sono dirigenti che invece i fondi si danno da fare per trovarli, “usando” le opportunità del D.I. 129/2018, il Regolamento di Contabilità delle Istituzioni Scolastiche Autonome che ha introdotto molte novità rispetto al precedente D.I. 44/2001, in particolar modo per quanto riguarda l’innovazione digitale. In particolar modo, consente alle istituzioni scolastiche l’accesso “a sistemi di raccolta fondi anche mediante la formazione o l’adesione a piattaforme di finanziamento collettivo per sostenere azioni progettuali».

È dunque una buona notizia, per chi ha spirito di iniziativa, la nascita della prima piattaforma di crowdfunding delle scuole italiane. Finalmente abbiamo un portale di crowdfunding, gratuito, intuitivo, semplice, senza intermediazioni, sicuro e conforme alla normativa: realizzato dal Ministero dell’Istruzione, non prevede intermediazione finanziaria centrale.

Non è che fino ad ora non ci siano state scuole che si siano avventurate nel crowdfunding: basti pensare all’ITI M. Faraday di Roma che è riuscita a trovare, tramite la piattaforma School Raising, i fondi per completare il proprio Fab Lab per la robotica, la domotica e l’automazione, o all’IC5 Santagata di Portici che ha ideato una biblioteca multimediale, accogliente, funzionale e moderna. La buona notizia è che questa volta si sia mosso il livello centrale: il MI ha creato una piattaforma che semplifica il lavoro e che dimostra come l’innovazione crei nuove opportunità anche per la raccolta fondi per l’ampliamento dell’offerta formativa. È come istituzionalizzare qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava un’idea strana di pochi illuminati dirigenti scolastici.

Al Forum PA Francesca Busceti, Dirigente dell’Ufficio IX – Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie del Ministero dell’Istruzione, lo ha definito “un volano per la condivisione e la collaborazione di iniziative pensato per portare a galla idee, dare risalto a progetti innovativi e abilitare le relazioni tra diversi stakeholders sviluppando il senso di comunità”. Per incoraggiare i singoli istituti ad utilizzare la piattaforma, il ministro dell’Istruzione ha messo a disposizione bozze di progetti standard da personalizzare, soprattutto sul Piano Scuola Estate 2021 che spaziano tra attività di orientamento oppure sportive, cinema all’aperto e accoglienza dei nuovi iscritti. Dentro la piattaforma ci sono già ora progetti per ogni cifra, tutti in attesa di sostenitori. Da “Oltre il Blu”, con il quale si chiedono tremila euro per potenziarsi sul tema autismo, all’Istituto Comprensivo di Palermo che punta a raggiungere gli ottomila euro per fornire la scuola di un video proiettore e tende oscuranti per la creazione di un Cinema scolastico.

L’occasione è ottima per una riflessione: lasciare solo alla segreteria od allo staff di dirigenza l’organizzazione di una campagna di crowdfunding significa perdere una grande opportunità. Bisogna coinvolgere gli studenti, in ogni fase del percorso. È una grandissima occasione per compattare la scuola intorno ad un obiettivo concreto, per insegnare ai ragazzi cosa vuol dire impegnarsi per realizzarlo. Non era forse questo che si faceva nelle autogestioni e nelle occupazioni di qualche decennio fa? Si combatteva per una idea – esempio, soprattutto al sud, “vogliamo una scuola che non sia un palazzo fatto di appartamenti con i rubinetti sui banchi ma una scuola a forma di scuola” – occupando aule e spazi esterni. Se, facendo leva sul supporto reciproco e sull’impegno collettivo, riuscissimo a spostare nel crowdfunding, questa idealità nel chiedere e nell’ottenere miglioramenti per la nostra casa – che è appunto la scuola, il luogo in cui passiamo più tempo – allora si che il crowdfunding potrebbe diventare il luogo dove varie generazioni, studenti, docenti, genitori convergono per formare una comunità scolastica capace di muoversi per realizzare in concreto il miglioramento della scuola. Ottimo che il Mi abbia realizzato la piattaforma Idearium. Ora sta alle scuole usare questo strumento per potenziale la tessitura della comunità educante attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti territoriali del pubblico, del privato sociale e del privato che possono contribuire alla realizzazione degli obiettivi condivisi che gli stessi studenti, docenti e dirigenti si danno.