Ė suonata la campanella per gli oltre 8 milioni di studenti italiani che finalmente sono rientrati in aula per le lezioni in presenza, come stabilito dal decreto approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Draghi e più volte anticipato dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Certo, in alcune occasioni si dovranno ancora indossare le mascherine e fare attenzione alla distanza interpersonale, ma una cosa è certa: la DaD è definitivamente archiviata e l’impegno comune è quello di scongiurare a tutti i costi un nuovo anno scolastico travagliato come gli ultimi due. Soprattutto a fronte dei risultati emersi dal test Invalsi 2021, che ha restituito un’istantanea della realtà piuttosto preoccupante: troppi ragazzi che hanno affrontato l’esame di Maturità hanno dimostrato una preparazione da scuola media. Dato inaccettabile in un Paese come il nostro, ricco di cultura e con tante menti brillanti sia tra il corpo docenti che tra gli studenti.

Ma dalle grandi crisi nascono storicamente nuove opportunità. Il periodo complicato che abbiamo attraversato ha infatti dato nuova centralità al dibattito sulla scuola in Italia e ha fatto emergere nettamente alcuni aspetti cruciali fermi da anni al capolinea. Grazie al nuovo Piano scuola 2021/2022 e ai fondi stanziati per gli istituti scolastici, finalmente si farà quel salto di qualità tanto atteso, sia in termini strutturali, sia per quel che riguarda le dotazioni tecnologiche, il numero degli insegnanti e la formazione, per non perdere le abilità acquisite durante gli ultimi anni ed implementare la didattica in presenza in ottica digitale. E se con l’installazione in alcune aule delle lavagne interattive è già stato fatto un timido passo avanti, c’è ancora molto lavoro da affrontare per dotare tutti gli istituti scolastici di tecnologie avanzate e per dare gli strumenti giusti al personale scolastico. Non è semplice, infatti, comprendere a fondo le differenze tra le varie tecnologie e compiere la scelta migliore, facendo combaciare budget, necessità e competenze. In questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulle peculiarità dei vari device per la scuola attualmente disponibili sul mercato.  

Cos’è una LIM, Lavagna Interattiva Multimediale

Una LIM, Lavagna Interattiva Multimediale, detta anche lavagna elettronica, è un device interattivo per la scuola dotato di superficie touch screen. Ha le dimensioni di una lavagna tradizionale su cui è possibile proiettare, condividere e modificare materiali didattici e contenuti digitali, anche multimediali, oltre che salvare e digitalizzare i risultati ottenuti dopo la manipolazione. Per funzionare, la lavagna elettronica ha bisogno di un proiettore e deve essere collegata a un PC e può lavorare sia con connessione a Internet che in modalità offline. Con una LIM e gli appositi accessori, tra cui pennarelli, tastiere e telecomandi, è possibile:

  • Scrivere, sia a mano libera con i pennarelli appositi che attraverso la tastiera digitale
  • Disegnare con gli appositi pennarelli o software
  • Riprodurre immagini, video e audio
  • Rendere i contenuti ipermediali, ovvero arricchire il file originale con link e immagini
  • Modificare i contenuti digitali originali 
  • Digitalizzare le schermate della lavagna e salvarle

Alunno della scuola primaria scrive sulla lavagna interattiva durante un'interrogazione

Cos’è una lavagna digitale

A differenza della LIM, che è uno strumento tangibile, la lavagna digitale o virtuale è un software che trasforma lo schermo del device su cui è installato in una lavagna interattiva. Particolarmente utile per riunioni e lavori in team, la lavagna digitale deve essere installata su un device, ovvero un laptop, un tablet, uno smartphone o un monitor collegato a un computer fisso, preferibilmente con tecnologia touch screen. Può essere utilizzata anche per la didattica scolastica, sia a distanza che in presenza, ma è necessario che docenti e studenti siano dotati dello strumento tecnologico adeguato per interagire con i contenuti visualizzati sullo schermo. Anche in assenza di device con schermo touch, è possibile inserire il proprio contributo e dare feedback attraverso le opzioni del software della lavagna virtuale, come post-it virtuali o pulsanti per le reazioni, simili alle comuni emoticons. Le funzioni della lavagna digitale sono tuttavia limitate a quelle del programma installato e ai device disponibili in classe.

Cos’è un monitor interattivo

Abbiamo visto fin qui le due tipologie di lavagne, interattive o virtuali, che necessitano sempre di hardware aggiuntivo per il loro utilizzo, ovvero PC e altri device esterni. Il Monitor Interattivo, chiamato anche Display interattivo, è invece la naturale evoluzione di queste tipologie di lavagne, si tratta infatti di un sistema tutto in uno che ha fatto fare un passo da gigante alla tecnologia per l’istruzione. Il monitor interattivo delle nuove lavagne intelligenti è dotato del suo sistema operativo, è retroilluminato a LED, ha già i suoi software installati, permette di scaricare nuove applicazioni terze e include una serie di funzionalità che lo rendono indipendente dagli altri device, derubricati a semplici strumenti di supporto e non più necessari per la fruizione dei contenuti.

Come scegliere lo schermo interattivo migliore per la didattica in aula

Le LIM sono state ormai superate dai monitor interattivi, più performanti, intelligenti e potenti. Scegliere il monitor interattivo ideale però non è così facile, ce ne sono in commercio di varie tipologie e orientarsi in questa giungla di offerte è complesso. La soluzione migliore è quella di affidarsi all’esperienza di chi produce tecnologia per la scuola da oltre vent’anni come Promethean, e lo fa con e per i docenti, ovvero affiancata da coloro che sanno cosa serve davvero in un’aula scolastica e conoscono a fondo sia le dinamiche della didattica in presenza sia come maneggiare digitalmente al meglio i materiali per la scuola. Ecco su quali presupposti è nata la nuova gamma ActivPanel Elements Series di Promethean, display interattivi All-in-one con tecnologia Android 8, risoluzione 4K e dimensioni che vanno dai 65 agli 86 pollici, a seconda delle necessità dell’aula. Sono tre i modelli disponibili, ActivPanel Nickel™, ActivPanel Titanium™ e ActivPanel Cobalt™, con performance differenti per rispondere alle esigenze specifiche degli studenti e dei docenti. 

Le differenze tra LIM e ActivPanel in 80 secondi


Tutte e tre le versioni della gamma Elements hanno un
design orientato all’utente, per far sì che gli strumenti più utilizzati siano sempre a portata di mano dell’insegnante, e un menu ergonomico unificato sempre accessibile, da qualunque punto del display interattivo, in modo da non interrompere il flusso delle lezioni e permettere al docente di spostarsi dal contenuto alle risorse in real time in maniera semplice e veloce. Il mirroring multidispositivo wireless controllato di ActivPanel Elements Series consente agli insegnanti di muoversi liberamente e spiegare da qualunque posizione all’interno dell’aula, oltre che di connettere fino a quattro dispositivi contemporaneamente per arricchire la lezione. I docenti possono inoltre interagire con schermate condivise direttamente dal pannello, aumentando la partecipazione e la collaborazione dell’aula. Sempre inclusi nei monitor ActivPanel Elements Series ci sono anche i pacchetti software didattici pluripremiati di Promethean, ClassFlow® e ActivInspire®. 

Contattaci per trovare la soluzione migliore per la tua scuola

Per saperne di più sul mondo Promethean per la scuola: