Il nuovo anno scolastico 2020/2021 vede l’introduzione dell’insegnamento trasversale dell’Educazione civica nelle scuole italiane tramite la legge 92/2019, nata da una proposta di legge d’iniziativa popolare promossa dall’ANCI ed entrata in vigore il 5 settembre 2019.

Il precedente insegnamento di Cittadinanza e Costituzione lascia quindi spazio alla nuova disciplina, tra i cui nuclei tematici fondamentali spicca quello della Cittadinanza digitale, intesa come “la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali”, come espresso nelle Linee guida attuative.

La finalità educativa è quella di far acquisire ai giovani nuove conoscenze e competenze utili a migliorare i loro “comportamenti virtuali”, sviluppando anche una maggior consapevolezza dei rischi che l’ambiente digitale comporta e dell’impatto che ogni singola azione può avere sul web.

Le Linee guida aggiornano i traguardi dei Profili finali degli studenti, come definiti nella normativa nazionale per ogni ciclo di istruzione, dettagliando per ogni nucleo tematico le singole competenze da integrare. In tema di cittadinanza digitale, gli alunni dovranno essere in grado di distinguere i diversi device e utilizzarli correttamente, rispettare i comportamenti nella rete individuandone i rischi, analizzare, confrontare e valutare con spirito critico la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati (data literacy), applicare le regole sulla privacy per un corretto utilizzo dell’identità digitale propria e altrui, argomentare attraverso diversi sistemi di comunicazione e tecnologia digitale.

I traguardi di competenza delineati, in linea con le competenze chiave europee 2018 per l’apprendimento permanente in materia di cittadinanza e di digitale nonché con la strategia promossa dalla Commissione europea per la promozione della media literacy o alfabetizzazione mediatica, aiutano la scuola nella definizione delle attività che riguardano la nuova programmazione didattica di Educazione civica ma un nodo centrale resta quello delle metodologie didattiche a cui gli insegnanti devono ricorrere per mobilitare questa competenza.

Ai docenti si richiede, da questo momento, di perfezionare ulteriormente la loro capacità di progettazione di curricola nell’ambito dell’educazione digitale e nella realizzazione di ambienti di apprendimento basati sui media digitali e sul web 2.0, in modo che l’educazione ai media diventi un processo strutturato all’interno della scuola e la media literacy sia il risultato tangibile di questo processo.

Fra le pratiche già conosciute vi è quella della creazione di un prodotto digitale: dalla presentazione multimediale al breve filmato, l’elaborazione di percorsi grafici e narrativi si avvale anche dell’utilizzo dei social network, come nel caso del metodo TwLetteratura, riconosciuto sia dal dal Ministero dell’Istruzione sia dalla Commissione Europea come buona pratica per la promozione della lettura in ambito digitale; il metodo prevede la lettura, il commento, l’interpretazione e la divulgazione collettiva di contenuti culturali tramite Twitter.

La realizzazione di un prodotto digitale è inoltre l’obiettivo di una nuova metodologia innovativa di recente introdotta in Italia, gli EAS, ovvero Episodi di Apprendimento Situato, in cui gli studenti costruiscono attivamente il proprio sapere e sviluppano nuove competenze tramite linguaggi e strumenti della comunicazione digitale. Negli EAS, l’ambiente di apprendimento deve essere dinamico, flessibile, inclusivo, cooperativo e l’utilizzo di dispositivi mobili, in modalità BYOD, e di lavagne interattive sono fortemente consigliati: per l’attuazione del metodo, l’insegnante deve saper utilizzare e riprodurre ambienti virtuali interattivi in cui dare spazio alla condivisione di materiali e informazioni tramite piattaforme e applicazioni.

Altre pratiche sperimentate sono l’analisi e lo studio di un singolo medium digitale, per capire il suo funzionamento e l’impatto sulla vita professionale e privata, o l’utilizzo del problem solving tramite video-giochi, giochi di ruolo e di simulazione.

L’implementazione, la disseminazione e soprattutto il consolidamento di pratiche metodologiche innovative per la formazione degli studenti alla cittadinanza digitale, l’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza e conoscenza delle potenzialità delle nuove tecnologie sono sicuramente subordinate alle competenze digitali dei docenti. A tal proposito è auspicabile che, sulla base di quanto disposto dalla stessa legge 92/2019, siano realizzati gli interventi formativi necessari per supportare i docenti nella realizzazione delle attività relative al nuovo insegnamento dell’Educazione civica e nella revisione delle pratiche didattiche.

Informazioni e materiali utili sul nuovo insegnamento di Educazione civica sono messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione sul nuovo portale dedicato Educazione civica.